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mercoledì 4 settembre 2019

QUANDO MANCA LA CORRENTE

 Oggi nessun post letterario, non ho messo in ordine i frammenti da pubblicare anche se sta per scadere la registrazione del dominio che sarà comunque rinnovata in automatico. Non mi rivolgerò spesso in modo così diretto a chi legge (ma c'è qualcuno là fuori?) quindi la prova non è che una riconferma della mia volontà di proseguire sulla strada della creatività attraverso l'alfabeto comprensivo di punteggiatura, idee e poco altro.
 Il fatto che Alan Moore abbia deciso di fare la stessa cosa da una parte mi conforta; certo, scrivere in lingua inglese è avere gioco facile rispetto all'uso della nostra, della mia lingua ITALIANA. Ma è troppo bella per abbandonarla così su due piedi.
Immaginare di tradurre scritti non troppo faticosamente accumulati in più di venticinque anni di velleità come un novello Novalis non sarebbe nemmeno troppo difficile ma basta una piccola prova per capire subito che non funzionerebbe. Perchè? Spiego.

Il mio metodo personale consiste nel riscrivere su PC le pagine vergate a mano su vecchi quaderni usati a metà per mezzo di carta e penna, con qualche rara aggiunta di foglietti volanti atti a catturare al volo il guizzo del momento. Ebbene, su questi ultimi appunto anche parole, motti, frasi smozzicate in INGLESE, quando suonano bene. Il percorso inverso invece è quantomeno infelice quanto a risultati. Per esempio:

ORAL SEX 
RAZOR VAGINA
BLOODY TONGUE WORKERS

Sono titoli di canzoni dark rock? No. Intuizioni, sprazzi di suoni rapidi come schegge. Tradurle toglie senso e veemenza e accresce il tedio di chi legge nonostante la scabrosità intrinseca delle parole indagate.
Tutto chiaro? No? Non fa niente.  

giovedì 5 febbraio 2015

La Ricetta

LA RICETTA
“Allora, questo coniglio?”
“Sì sì, è in salmì”.
“SALMI’?”
“Sì, è quel che ho detto. Che c’è, hai cambiato idea?”
“Io no, ma il pubblico a casa prima o poi si stuferà del solito metodo, secondo me.”
“A parte il bel gioco di parole – lo ‘’stufato’’ è sempre un classico – credo proprio che ti sbagli, mia cara.
Puntata dopo puntata, accumuliamo punti di share. Fioccano i commenti sui social network e man mano che cuciniamo cresce l’attesa per la ricetta successiva. In certi momenti della giornata non si parla d’altro nemmeno più nei bar; edicole e librerie presto allestiranno intere sezioni dedicate ai tuoi ricettari, con buona pace delle altre conduttrici…”
“D’accordo, e salmì sia. Ma quando l’interesse generale comincerà a scemare, dovremo pur inventarci qualcos’altro!”
“Certo, certo. Ma stai sicura che giunto il momento, qui allo studio lo avremo già capito da un pezzo. Ti ricordi per quanti episodi di fila il pollo ha tenuto banco? Sembrava non dovesse finire mai!”
“In effetti è così. Tutto quel pollo fritto. E le fricassee! Come mi manca quel periodo…”
“Anche a te pare sia trascorsa un’eternità, vero? Eppure erano pochi mesi fa, non dimentichiamoci.”
“Pazzesco. Se a noi fa quest’effetto, chissà come si sente il pubblico a casa.”
“Ecco lo spirito giusto! Ricordiamoci sempre che essi credono in noi: a chi potrebbero rivolgersi, altrimenti? Te l’immagini un programma di cibi preconfezionati? Panini oggi, panini ieri e domani indovina.
No. La gente cerca prodotti genuini, biologici!”
“Roba vera, insomma.”
“Non chiamarla ‘’roba’’, per favore. Il cibo va rispettato.”
“Gli spettatori mica lo mangiano davvero!”
“Anche l’occhio vuole la sua parte, no? Tutti vedranno, staranno attenti e qualcuno di loro imparerà anche a cucinare. Te lo ripeto, non si accontenteranno di nulla di meno; ma non bisogna MAI farli attendere un giorno di troppo o perderemo punti di share.”
“L’ho notato. Ma allora perché non seguiamo un calendario preciso? Sarebbe ben più semplice per loro seguirci.”
“Gli sponsor preferiscono che manteniamo l’illusione di imprevedibilità, inoltre a me non dispiace l’idea di tenerli almeno un po’ sulle spine. Non stiamo su a pensarci. Il nostro compito è scegliere gli ingredienti e cucinare, cucinare, cucinare.”
“Non mi lamento di certo, almeno finché la paga è così buona. Devo pensare al futuro dei miei figli, sai? Tuttavia, quando avremo esaurito le varianti del salmì, cosa ci inventeremo?”
“Semplice; sceglieremo una nuova ricetta. Sto già pensando al goulash: la zuppa di carne per eccellenza. Le possibili varianti basteranno per intere stagioni. Forse addirittura un nuovo programma!”
“Goulash?! Ma ce l’hanno propinato per quaranta anni! Non ci trovo nulla di originale.”
“Purtroppo è vero, ma le nuove generazioni di certo non possono ricordarsene, quindi la nostra ricetta riciclata suonerà come un’autentica novità,fidati. Ora concentriamoci sul presente: cosa realizzeremo nella puntata di oggi?”
“Uh. Coniglio… in salmì!?”
“Esatto! Salmì! Squadra che vince… Ora, mentre io scuoio la povera bestia, tu lava una manciata di capperi.
Mi raccomando, ben lavati. L’ultima volta il sale residuo ha lasciato un lieve retrogusto amaro nella salsa.
Ma prima una bella scottata in padella…”

Ø  L’ultimo episodio di L’ISOLA DEI FORNELLI  - Dopo la pubblicità: NON andate via!