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venerdì 22 marzo 2019

4 - 3 Nessuno


Nessuno

Passeggiato.
Letto libro.
Piazza.
Panchina.
Bello.
Ricordo.
Recuperata parte della perduta sensibilità non ci importa più del resto. Per quanto ci sforziamo non è possibile interrompere l’isolamento qui dall’interno: 
le sbarre sono troppo spesse, ci sono troppe guardie, non c’è abbastanza luce e non filtra rumore alcuno.
Non ci importa di nessuno, eppure io so che ne verrà qualcosa di buono. Me lo sento nelle ossa anche se non posso esserne certo.
Questo moto costante di oscillazione tra noia e bisogno, tra l’ansia e l’attesa, tra smania e dolore a cui nessuno sfugge qui è legge di natura. Nessuno sfugge. Nessuno fugge.
Lo spazio che non possiamo vedere è ancora e sempre sopra e sotto di noi?
Vuoto. Nero. Infinito, con o senza la sua stolida luna.
Nessuna religione, nessun miracolo, nessun sogno, nessun mistero.
Resta soltanto la Scienza.
Scientia.
Non c’è proprio niente di illogico se persino il caos è imbrigliato da formule matematiche.
Sempre le stesse, così noiose.
Perciò i sentimenti? Provocati da sbalzi chimici corporei controllabili, dicono.
Un’iniezione e non ne resta nulla, secondo l’inserviente in infermeria.
Ma la malinconia non è la cura.

mercoledì 27 febbraio 2019

4 - 1 Spartiamo


Spartiamo: 1102 Parsec

Oggi è festa e là fuori c’è la Musica.
La sofferta decisione della Rinuncia si sposa male nel contesto musicale delle Quattro Canzoni delle Stagioni. Vivaldi vive?
Non biasimo chi non approva: coloro che vivono una vita semplice non vogliono le mie complicazioni. L’atto è gratuito, senza una causa: soltanto l’afflizione, la punizione, la penitenza.
Da che nasciamo, attraversiamo crisi dopo crisi, fino alla crisi peggiore chiamata disillusione. Caduto il Velo, si celebra la volta vuota fatta di apprensione indistinta e confusa seppur familiare nella sua vaghezza. Dove andremo? L’allontanamento è progressivo, cosmico e percettivo.
Genitori, fratelli, amici, conoscenti, ragazze. Galassie. Ce le spartiamo.
Ci allontaniamo. Ci mettiamo da parte per dopo, ma il palliativo all’isolamento non lo rende troppo violento. Valvola di sicurezza scattata come la valva dell’ostrica nera della volta del cielo. Chiusa.
Smettere ogni rapporto?
[..segue..]
RAPPORTO:  chiarita attraverso i colloqui la verità relativa che agire molto e pensare poco suscita la serenità nel corso della Missione, mentre non si risolve il problema ma si archivia in compressione.
Il libero pensiero vincola la visione pessimistica dal portello di plancia superiore impedendo di ottenere soddisfazione dal lancio di missili nell’atmosfera non originata dalla contraria visione negativa ai raggi X, ma risolta in solitudine o autonomia. Accelera il processo di isolamento ma non la gravità della costante: “volevo solo rimanere solo” è l’ultima stringa del programma prima di premere il pulsante di annientamento. Passo. Chiudo. Bombardo.