Visualizzazione post con etichetta organizzazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta organizzazione. Mostra tutti i post

mercoledì 12 agosto 2020

 Hey 💀

Trovate su WATTPAD il mio primo racconto breve completo, che non ripubblico qui a causa della lunghezza eccessiva come singolo post

La notazione per la ricerca è la seguente:

933601506 Oltreconfine

Ho una scorta di storie scritte ancora mai viste da gestire e sto cercando di capire come fare per svolgere al meglio la loro diffusione. 

Nell'attesa buone letture, qualunque testo sfogliate.

R.M.

sabato 21 marzo 2020

TRACCE


TRACCE

Dall’archivio nascosto: poche tracce, appena qualche cenno. La maestrina non ne ha lasciate.
Ma l’altro articolo ritagliato da un giornale ingiallito, conservato piegato in quattro nella cartella del dossier chi può averlo cercato? "Thomas Pynchon è stato fotografato."
V.
Il Laboratorio.
Antichi pensieri si concatenano in anelli così tenui, in legami tanto flebili che trovare un filo conduttore è quasi impossibile. Perché l’archivio? Chi se ne serve?
Quante anomale e all’apparenza inutili coincidenze si stanno accavallando qua sotto, settimana dopo settimana. Qualcuno ha scambiato il nostro piccolo ambiente chiuso per un dipinto di Salvador Dalì, forse ci sta addirittura ancora lavorando. Penso che non otterrò dei buoni risultati da questi vecchi casellari di lamiera dai cassetti scorrevoli. Non c’è abbastanza tempo.
Eppure… tutti quei brutti scheletri nell’armadio si apprestano alla danza macabra del millennio.
Chissà quanto manca.

venerdì 20 luglio 2018

2 - 3 Materialismo


Materialismo

Tiriamo le somme.
Una riflessione forzata somiglia ai lavori forzati che ci impongono di tanto in tanto.
Cosa abbiamo ottenuto negli ultimi giorni se non fantasticare sulle relazioni con l’Esterno?
Non va bene.
Qui mi rendo conto appena di quanto sia facile vanificare mesi di sforzi e di tentativi per un lavoro che non porta alcun risultato.
 “Lavorate su voi stessi”.
 “Lavorate la terra”.
“Lavorate di più”.
Sempre lo stesso mantra ripetuto dalla Capo-squadra. Mi ronza nelle orecchie anche di notte, fino a che non giunge il sonno ristoratore. Quando giunge.
Dieci giorni. Soltanto dieci giorni senza eventi, senza fughe e procediamo avviliti con gli scavi.
Spiriti stanchi che trascinano attrezzi consumati, che si conoscono appena. L’umore è tetro.
Mentre è probabile che fino a sette, otto mesi fa mi sarebbero passati sopra, oggigiorno si fa a gara a chi più ignora. In un certo qual senso, potrebbe forse trattarsi di un lieve miglioramento rispetto al blocco precedente.
Temo però di aver perso un po’ di vista l’obiettivo iniziale. Forse nemmeno il Direttore sa davvero cosa cerchiamo. E’ già capitato di lasciare un progetto a metà mentre eravamo sul punto di ottenere dei risultati. Poi la galleria crollava.
Ma stavolta non dipende da noi, non direttamente. C’è confusione, distrazione… e quel ronzìo. Quello strano brusìo di sottofondo, lontanissimo ma sempre presente.  Pian piano cresce. Cambia.
Per me si tratta di pericolo incombente. Come facciamo a recuperare terreno? Gli altri sono scoraggiati, forse è una conseguenza dello stress accumulato qui sotto.
Continuiamo a scavare. Scaviamo. Non so se le cose si risolveranno ma continuo a scavare. Scavo.
Un’intera galleria densa di paura di fallire. Continuiamo a fallire. Falliamo.