lunedì 17 febbraio 2020

FUGACE


79700 - FUGACE

Vale la pena di menzionare almeno uno dei curiosi sogni che ho fatto questa mattina prima di scivolare nel dormiveglia. L’episodio di un mistero risolto da me come aiutante di Sherlock Holmes in persona e di suo fratello Mycroft. C’era un quarto personaggio di cui però non ricordo nulla.
E così un macabro, misterioso piano ordito in segreto da tre uomini sconosciuti fu da noi sventato non senza difficoltà. C’era un maniero, o forse era un antico palazzo vittoriano. Infine la lotta con tanto di sparatoria  e di shuriken (!) lanciate avanti e indietro, nel corso della quale il mio apporto è risultato determinante. I malintenzionati oppositori venivano affiancati da sei diverse donne, tutte vecchie conoscenze: F, B, AM, D, L e A.
Eliminati i capi siamo giunti a un accordo, c’era una passerella sospesa o forse un pontile avvolto dalla nebbia su un lago e poi… nulla. Il sogno finisce qui.   

martedì 21 gennaio 2020

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Oggi come ieri si prospetta una giornata infruttuosa, il che non è strano.
Sono stato molto stanco fin dalla mattina e non ho combinato nulla, ma del resto non c’è da stupirsene. Tra le mura grigie di una cella le prospettive sono poche.
Tutto cominciò per gioco in un tripudio di fiducia e di aspettative andate deluse dal momento in cui divenne chiaro che avevo perso la sfida. Lo rimpiango.  Non lo rimpiango.
Non si capisce nulla, vero? Abbandonarsi all’abbandono per chiudere con il mondo esterno, accettare di entrare in una scatola senza uscita, come un cassetto chiuso con quattro mandate.
Non c’è nient’altro. Nessun futuro. Prese di posizione differenti, punti di vita alternativi, l’eterno ritorno dell’uomo che detta legge ma non la rispetta avanzeranno pretese man mano con l’età ma senza modificare il patto. Qui tutto è buio intriso di libertà sussurrate.
*
Niente che valga la pena di ricordare.

lunedì 6 gennaio 2020

Senza Titolo


SENZA TITOLO

Questa mattina sono stato assalito da una sgradevole sensazione di impotenza.
Mi sono reso conto di certi bruschi problemi di comunicazione tra le persone e mi sono anche vergognato per la mancanza di coraggio e per l’indolenza che ci hanno colpiti con insistenza persino quaggiù.
Ho ricevuto la posta e c’era un invito. Una nota allegra nel grigiore della prigione. Sono forse così assuefatto da non notarlo più? E’ inutile.
Fuori tutti avranno tante cose da fare, compiti da terminare, azioni da svolgere. Ma qui no.
Ci limitiamo a immaginare il trascorrere del Tempo. A sentirlo. La necessità del contatto svanisce presto dopo l’isolamento. Nessuno si è fatto degli amici.
Meglio lasciar perdere le corrispondenze con il mondo esterno. Anch’esso progetta sempre meno. Pochi futuri si intersecano, sempre meno numerosi e più moderati. Come priorità di qualcun altro, così nessuno è felice e non fa nulla.

giovedì 26 dicembre 2019

LAB


?  - NO -  ?

Eccola, la Nebbia.
Quella di Jean-Paul somiglia proprio al Labirinto buio. Tanto ricorrente da esser degna di aggettivi che ne anticipano la densità appiccicosa, è forse la forma più naturale di un medesimo insieme di suggestioni avvinghiate allo spirito.
Il Labirinto buio è compiacente, intriso di quell’oscurità che fa gelare dal freddo lunghissimi percorsi di silenzio ma non è quel silenzio ovattato, melenso e a tratti ronzante della Nebbia.
Ricorda piuttosto quel lontano confidente mentre tutto tace dei Diapsalmata di Soren.
Tra tutti i simboli possibili io scelgo la seguente icona: Aaron non-morto, rannicchiato nell’angolo piegato male della sua cella scura in posizione fetale, la sua coscienza sveglia senza essere vigile oppressa nel silenzio. Eccolo, il Labirinto!
🐮



2325 - A


NIENTE DI NUOVO

Questa sera mi è tornato in mente un fatto a cui ho pensato per diversi minuti di seguito.
Un vecchio regalo per una vecchia amica di un’amica.
Ho sorpreso me stesso così senza ragione a riflettere attentamente su quali pensieri mi avessero spinto a un gesto tanto futile quanto patetico.
Sono stato un idiota.
Autentico, confuso, demotivato.
Lezione imparata: NON FARLO PIU’!
Peggio per me, per voi, per loro. Tutto torna, anche le circostanze non più avverse legate a esperienze dolorose. Evitare l’azione riduce il senso dell’errore.
La vera vita non è. Persone importanti si toccano tra loro senza osservarsi mentre la falsa vita non influenza il mondo al pari dell’osservatore. E’ permesso dunque il Grande Disinteresse per mezzo del quale nessuno guadagna. Non rimettiamo i nostri peccati.
Non prendo nulla. Non do nulla. Chi si rende inutile trova inutili tutti gli altri, con l’eccezione della presenza assente racchiusa nel nome, l’immagine, la frase. Sentimenti su carta senza rima.
Accogliamo la telepresenza come amicizia convenzionale assurta a conclusione inevitabile  come via di fuga. Non è detto che dispiaccia alla Prigione.
Spregevole. Orribile. Peggiore. Viva.

1351 - B


B

“Intimità”.
Una parola tremenda.
La peggior realtà da provare in questo momento se travestita da racconto.
Mi chiedo come sia possibile ritrovare in un semplice brano così tanti rimandi a fatti coincidenti.
Dovremmo lasciar perdere le bizzarrie? Procurano troppe scosse.
No.
Continuiamo così. L’appiattimento progressivo della società ha dell’incredibile.